Il Problema dei “Pilot Purgatory”

Goldman Sachs ha sostituito 600 operatori di call center con 3 AI agents. Non per tagliare i costi. Ma per rispondere ai clienti in 0,3 secondi invece di 45. Il risultato? Customer satisfaction aumentata del 23%, operatori umani spostati verso advisory ad alto valore, revenue per cliente +18%.

Dall’altra parte della medaglia, il 38% delle aziende sta facendo “piloti” con gli AI agents da circa 18 mesi, ma solo l’11% li ha messi in produzione. Gli altri? Bloccati in quello che Gartner chiama “pilot purgatory” – esperimenti infiniti che non diventano mai realtà operativa.

La differenza non è la tecnologia. È il processo di decisione su COSA automatizzare.

Le aziende che falliscono fanno un errore fatale: prendono i vecchi processi e ci mettono sopra l’AI. “Automatizziamo questa attività”, dicono. Poi scoprono che l’AI replica gli stessi colli di bottiglia, le stesse inefficienze, solo più velocemente.

Le aziende che vincono fanno l’opposto: ridisegnano il processo attorno alle capacità dell’AI. Non chiedono “come automatizziamo questo?”. Chiedono: “Se potessimo ricominciare da zero, come lo faremmo?”.

Nel 2026, questa capacità di valutare, ridisegnare e implementare gli AI agents separerà i leader dai follower. Questo articolo ti fornisce il framework per entrare nel primo gruppo.

Il cambio di paradigma: da automazione a intelligenza autonoma

Prima di parlare di framework operativi, dobbiamo comprendere il salto concettuale che stiamo facendo, lo capiamo iniziando con il riepilogare le tre ondate di automazione che abbiamo avuto a partire dal dopoguerra.

Tre ondate di automazione: dove siamo?

Prima Ondata: Automazione Meccanica (1950-2000)
Robot industriali che ripetono task fisici predefiniti. Zero intelligenza, massima ripetibilità. Programmati con istruzioni esplicite: “Muovi braccio punto A → punto B, ripeti 1000 volte”. Se cambia qualcosa nel processo, servono mesi per riprogrammare.

Seconda Ondata: RPA – Robotic Process Automation (2000-2020)
Bot software che replicano azioni umane su sistemi digitali. Registri una sequenza di click, il bot la ripete. Più flessibile della meccanica, ma ancora “stupido”: segue script, nessuna capacità decisionale. Se il formato di una fattura cambia, il bot si blocca.

Terza Ondata: Agents – Automazione Intelligente (2020-oggi)
Sistemi che non solo eseguono, ma decidono. Capiscono il contesto, interpretano ambiguità, apprendono da feedback. Non programmati con regole rigide, ma addestrati con esempi. Se vedono una fattura in formato nuovo, la processano comunque usando comprensione del concetto “fattura”.

Il Salto Qualitativo: Da Task a Goal

La differenza fondamentale sta proprio qua, si sta passando dai task, operazioni definite nei dettagli, ai goal, obiettivi da raggiungere, delegando al sistema il modo in cui agire una volta addestrato con dati ed esempi.

  • RPA: “Fai questo task, questi step, in questo ordine”
  • AI Agent: “Raggiungi questo obiettivo, decidi tu come”

Ecco un semplice esempio concreto:

RPA approach:

1. Apri email
2. Se subject contiene "Invoice", scarica allegato
3. Apri Excel, copia campo A in colonna 1
4. Se campo B > 1000€, manda a Manager
5. Altrimenti, approva automatico

Se arriva email con subject “Fattura” invece di “Invoice”, il bot fallisce.

AI Agent approach:

Goal: Processa fatture e approva quelle sotto threshold €1000

Agent:
- Capisce che "Invoice"/"Fattura"/"Bill" sono sinonimi perché lavora semanticamente e non per parole assegnate in modo rigido
- Estrae l'importo anche se in formato diverso (€1.000 vs 1000 EUR vs 1K)
- Identifica che il documento PDF è una fattura anche senza keyword in subject
- Applica logica di approvazione con giudizio contestuale

L’agent riceve un obiettivo, non una procedura. E lo raggiunge adattandosi al contesto.

Quali sono le tre condizioni per l’AI Agent (Non RPA)?

A differenza di alcuni che dicono sia tutto automatizzabile, io penso che non tutti i processi siano pronti per intelligenza autonoma o meglio, per l’intelligenza che abbiamo disponibile oggi. Questo è un motivo di fallimento per molti progetti di automazione. Per capire se un processo è automatizzabile, dobbiamo verificare tre condizioni necessarie:

1. Pattern Identificabili (Non casualità pura)

L’AI apprende da pattern nei dati storici. Se il processo è puramente casuale oppure ogni decisione è unica, l’AI fa fatica.

✓ Funziona: Approvazione credito (pattern in storico: income, debts, payment history → approval rate)
✗ Non funziona: Creative strategy development (ogni situazione unica, zero pattern replicabili)

2. Dati sufficienti (quantità e qualità)

Rule of thumb: servono almeno 1.000 esempi per addestrare un modello decente, 10.000+ per accuracy production-grade.

✓ Funziona: Customer support FAQ (milioni di ticket storici)
✗ Non funziona: Negoziazione M&A (azienda fa 2-3 deal all’anno, zero dati)

3. Costo errore tollerabile (fail-safe design)

L’AI non sarà mai 100% accurata. Serve un margine d’errore.

✓ Funziona: Product recommendation e-commerce (suggerimento sbagliato = nessun danno serio)
✗ Non funziona (senza supervisione): Diagnosi medica oncologica (errore = conseguenze catastrofiche)

Se manca anche solo una di queste tre condizioni, l’AI agent non è la soluzione ideale. Occorre tornare a RPA tradizionale o mantenere il processo umano.

ai agents

La Trappola del “Paving the Cow Path”

L’errore più comune nell’implementare gli AI agents è prendere il processo esistente e automatizzarlo as-is. In gergo: “paving the cow path” (asfaltare il sentiero delle mucche). Le mucche camminano in fila indiana, creando sentieri sinuosi che evitano ostacoli piccoli. Se asfalti quel sentiero, hai una strada curva e inefficiente.

Esempio reale: Un’azienda ha provato ad automatizzare il proprio processo di approvazione delle spese. Questo era il processo umano usato in precedenza:

  1. L’impiegato compila un form cartaceo
  2. Manager firma il form
  3. L’account riceve il form e verifica vs policy (15 regole complesse)
  4. L’account inserisce la richiesta nel gestionale
  5. Il CFO dà l’approvazione finale se la spesa è superiore a €500

Hanno deciso di automatizzare gli step 1-5 con l’AI. Risultato: il processo è ancora lento (5-7 giorni), ma è in versione digitale invece che cartacea.

Cosa avrebbero dovuto fare: ripensare il processo da zero facendosi alcune domande:

  • Perché serve l’approvazione del manager, dell’accounting e del CFO?
  • Le 15 regole della policy sono davvero necessarie o sono legacy?
  • L’AI può applicare la policy automaticamente al momento del submit?

Ridisegno del processo: l’impiegato scatta una foto allo scontrino, l’AI estrae i dati, verifica la policy in real-time, approva automaticamente se conforme (spesa < €500). Il manager vede solo le eccezioni (> €500 o non-compliant). Risultato: da 5 – 7 giorni a 2 minuti.

La regola d’oro: Prima di automatizzare, chiedi “Se dovessimo ricominciare da zero, come lo faremmo?”

L’AI Readiness Framework: valutare i tuoi processi in 30 minuti

Ora che abbiamo chiarito il contesto teorico, entriamo nell’operatività. La prima domanda non è “abbiamo l’AI giusta?”, ma è “abbiamo i processi giusti per l’AI?”.

Ho sviluppato l’AI Process Readiness Matrix lavorando con aziende manifatturiere e di servizi in Italia. Questo framework ti permetterà di mappare tutti i processi aziendali su due dimensioni critiche:

Quanto spesso il processo viene eseguito e quanto è standardizzato?

  • Alto volume: >100 transazioni/giorno, con pattern prevedibili
  • Medio volume: 20-100 transazioni/giorno, con pattern identificabili
  • Basso volume: <20 transazioni/giorno, con alta variabilità

Dimensione 2: Complessità Decisionale

Quante variabili vengono considerate? Quanto è strutturata la decisione?

  • Bassa complessità: Regole if-then, criteri oggettivi, dati strutturati
  • Media complessità: Multi-criterio con pesi, alcuni dati non strutturati
  • Alta complessità: Giudizio contestuale, fattori qualitativi, creatività richiesta

La Matrice: 4 Quadranti Strategici

Queste dimensioni si sviluppano in una matrice 2×2 che definisce i quattro quadranti strategici per valutare l’AI readiness.

 

Quadrante 1

AUTOMATE NOW (Alto volume, Bassa complessità) Questi sono i quick wins. Processi ripetitivi, standardizzati, alto volume. L’AI può gestirli autonomamente con accuratezza >95%.

Esempi: Elaborazione fatture standardizzate, Risposta a FAQ ricorrenti, Data entry da documenti strutturati, Classificazione email/ticket, Pianificazione appuntamenti

ROI atteso: Payback 3-6 mesi. Riduzione dei costi operativi 40-70%.

Quadrante 2

AGENT-READY (Basso (medio) volume, Bassa (media) complessità) Richiedono della preparazione. L’AI può gestirli, ma serve un training con dati storici (minimo 6-12 mesi). Il processo va ridisegnato per rendere esplicite le regole decisionali attualmente implicite.

Esempi: Troubleshooting tecnico guidato. Valutazione compliance documenti, Routing intelligente richieste complesse, Analisi credito standardizzata, Quality control con parametri multipli

ROI atteso: Payback 12-18 mesi. Riduzione dei tempi di decisione 60-80%.

Quadrante 3

HUMAN-AI HYBRID (Basso volume, Alta complessità) L’AI supporta, l’umano decide. Decisioni rare ma impattanti che beneficiano di analytics AI ma che richiedono ancora il giudizio umano.

Esempi: Investigazione fraud complessi, Negoziazione contratti strategici, Diagnosi mediche rare, Crisis management decisioning, M&A due diligence

ROI atteso: Non cost-saving ma quality improvement. Decisioni più informate, riduzione degli errori 30-50%.

Quadrante 4

KEEP HUMAN (Basso Volume, Bassa Complessità) Sorprendentemente, alcuni processi a bassa complessità ma basso volume non vale la pena automatizzarli. Il costo di setup supera il beneficio.

Esempi: Approvazioni executive rare, Eccezioni policy one-off, Relazioni VIP accounts, Creative strategy development

Decisione: Mantieni l’umano e sposta il focus altrove.

Come Applicare il Framework: 7 Step Operativi

Step 1: Inventario Processi (2 ore)

Raccogli tutti i processi operativi ripetitivi dell’azienda. Non serve il dettaglio, basta la lista.

Template: Nome processo, Frequenza (al giorno/settimana/mese), Owner attuale (ruolo/team), Output (deliverable), Tempo medio esecuzione

Target: 20-50 processi mappati.

Step 2: Scoring Volume/Complessità (1 ora)

Per ogni processo, dobbiamo assegnare uno score 1-10:

Volume Score:

  • 1-3: <5 transazioni/settimana
  • 4-6: 5-50 transazioni/settimana
  • 7-10: >50 transazioni/settimana

Complessità Score:

  • 1-3: If-then rules, criteri oggettivi
  • 4-6: Multi-criterio, alcuni dati non strutturati
  • 7-10: Giudizio contestuale, creatività richiesta

Step 3: Plot sulla Matrice (30 min)

Posiziona ogni processo sulla matrice usando gli score assegnati.

Quick check:

  • Quadrante “Automate Now” dovrebbe contenere 20-40% processi
  • Se hai <10% in “Automate Now”, stai pensando in modo troppo complicato
  • Se hai >60%, stai sottovalutando la complessità

Step 4: Priority Scoring (1 ora)

Per processi in “Automate Now” e “Agent-Ready”, calcola priorità con la seguente formula: Priority Score = (Impact × Feasibility) / Effort

Dove:

  • Impact = Costo attuale processo annuale (€)
  • Feasibility = Readiness tecnologica (1-10, quanto è strutturato il dato?)
  • Effort = Stima effort implementazione (person-months)

I Top 5 priority score sono i tuoi candidati ideali all’automazione.

Step 5: Process Redesign (2-4 ore per processo)

Per ogni candidato priority, ridisegna il processo:

Domande chiave:

  1. Se dovessimo ricominciare da zero, come lo faremmo?
  2. Quali step sono necessari vs. legacy/abitudine?
  3. Dove l’umano aggiunge vero valore (creatività, giudizio) vs. execution meccanica?
  4. Come possiamo strutturare input/output per AI clarity?
  5. Quali gestioni delle eccezioni servono per i casi limite?

Output: Processo “to-be” disegnato con flow chart e con clear handoff umano-AI.

Step 6: Governance Definition (1 ora per processo)

Definisci chi può fare cosa:

Livelli di autonomia:

  • Totalmente autonomo: AI decide ed esegue (es. auto-risposta FAQ)
  • Autonomia con supervisione : AI propone, umano approva 10% random (es. classificazione documenti)
  • Decisione assistita: AI analizza, umano decide sempre (es. fraud investigation)

Regole di Escalation:

  • Valore soglia di confidenza: sotto X%, va passato a umano
  • Valore dell’impatto: sopra €X, va passato a un senior
  • Identificazione delle anomalie: se il pattern è fuori norma → review umano

Step 7: Pilot → Production Roadmap (definisci timeline)

Non lanciare mai tutto insieme, pensa invece ad una sequenza strategica:

Fase 1 (0-3 mesi): Pilot Quick Win

  • 1 processo “Automate Now” a basso rischio
  • 50-100 transazioni test
  • Success metric: >90% accuracy, <10% escalation rate

Fase 2 (3-6 mesi): Scala i Quick Win + Pilot

  • Scala il processo fase 1 al 100% volume
  • Aggiungi 1 processo “Agent-Ready”
  • Metti a punto il training e il processo di change management

Fase 3 (6-12 mesi): Multi-Process Integration

  • 3-5 processi in produzione
  • Agents che collaborano (hand-off automatici)
  • Ottimizzazione continua basata sui dati di performance

Fase 4 (12+ mesi): Ecosistema

  • 10+ processi automatizzaati
  • Multi-agent orchestration
  • Introduzione dell’automazione predittiva (AI anticipa bisogni)

Caso Studio: Goldman Sachs – La rivoluzione silenziosa nel Wealth Management

Situazione: Il collo di bottiglia da $100 Milioni (2023)

Primavera 2023. Marcus Greenberg, Head of Wealth Management Operations di Goldman Sachs, aveva un problema che teneva sveglio il board: clienti high-net-worth (patrimoni $10M+) stavano migrando verso competitor digitali. Non per i rendimenti, visto che Goldman superava il mercato, ma per la velocità di risposta. Ecco qualche numero:

  • 600 operatori customer service dedicati a clienti wealth
  • 45 secondi tempo medio risposta (dopo attesa telefonica media 2 minuti)
  • 8.2 minuti tempo medio chiamata per query routine (saldo, performance, transazioni)
  • 70% delle chiamate erano domande ricorrenti che non richiedevano advisory
  • Customer satisfaction score: 72/100 (benchmark competitor digital-first: 89/100)

Ma il vero problema non era il costo operativo ($94M annui per il call center). Era l’opportunità persa. Marcus lo spiegò così al CFO: “Abbiamo i migliori wealth advisors di Wall Street che passano il 70% del tempo a rispondere ‘Qual è il mio saldo?’ invece di fare advisory strategico. È come avere chef stellati che friggono patatine.”

Il modello tradizionale era semplice: più clienti = più operatori = più costi lineari. Impossibile scalare, mentre i clienti HNW iniziavano a pretendere risposte “instantanee”, non “in 2-3 minuti di attesa”. Il board diede 18 mesi e un budget di $15M per risolvere. Obiettivo: mantenere la qualità del white-glove service, raddoppiare la velocità, zero aumento del personale.

Il Percorso: redesign totale, non automazione (2023-2024)

Marcus formò un team cross-funzionale: Operations, Technology, Wealth Advisory, Client Experience. La prima decisione fu controintuitiva: non automatizzare il processo esistente. “Abbiamo trascorso 3 mesi a mappare il processo as-is”, racconta Maria Chen, Technology Lead del progetto. “Poi abbiamo buttato tutto e chiesto: se i clienti potessero avere una conversazione con qualcuno che conosce tutto di loro, istantaneamente, 24/7, come sarebbe?”

Fase 1: Understanding (mese 1-3) Il team analizzò 18 mesi di chiamate storiche:

  • 5.247 ore di registrazioni audio trascritte e clusterizzate con NLP
  • 12 macro-categorie di query identificate
  • 8 categorie (70% volume) completamente risolvibili con dati structured (account balance, transaction history, portfolio performance, document request, etc.)
  • 4 categorie (30% volume) richiedevano giudizio umano (advisory request, complaint escalation, complex trades, bespoke solutions)

Insight chiave: i clienti non chiamavano per parlare con un operatore. Chiamavano per ottenere informazioni. Se potevano averla istantaneamente senza chiamare, preferivano farlo.

Fase 2: Redesign (Mese 4-6) Invece di “bot che risponde al telefono”, crearono l’“AI wealth concierge” accessibile via telefono, come prima), Chat (mobile app), Email (risposta automatica), SMS (per query brevissime)

L’AI agent aveva accesso real-time a:

  • CRM completo del cliente (profilo, preferenze, storico interazioni)
  • Portfolio holdings live (posizioni, performance, asset allocation)
  • Transaction database (ogni movimento da apertura account)
  • Market data feed (per contestualizzare performance vs benchmark)
  • Document repository (contracts, tax forms, statements)

Le competenze dell’agente erano:

  • Natural Language Understanding: capire l’intento anche con phrasing ambiguo (”Come sto andando?” → richiesta di portfolio performance)
  • Persona Adaptation: tono formale per clienti senior, più casual per i millennial
  • Proactive Insights: non solo rispondere, ma anticipare (”Your portfolio is down 2% today due to tech sector pullback, but you’re still outperforming S&P500 by 4% YTD”)
  • Seamless Escalation: passaggio a umano se detect frustration, complexity, o explicit request

Fase 3: Governance (Mese 6-9) Definirono 3 livelli di autonomia:

Green Zone – Full Autonomy (60% query): Account balance, transaction lookup, document delivery. Quando si ha AI confidence >95% e zero ambiguità. Viene eseguito un log di tutte le interazioni e svolto un audit casuale sul 2% delle stesse.

Yellow Zone – Supervised Autonomy (25% query): Portfolio performance analysis, basic tax questions, trade status. Quando si ha AI confidence 80-95% e c’è qualche possibile ambiguità. In questo caso si fa Human review casuale sul 10%, e il modello ML monitora eventuali allontanamenti o allucinazioni.

Red Zone – Human Handoff (15% query): Advisory request, complaint, anomaly detection (es. reclami su deal non autorizzati). Si ha con AI confidence <80% e se è presente una richiesta esplicita per l’advisor umano. In questo caso si scala istantaneamente

Punto critico del progetto: il passaggio human-AI doveva essere seamless e il cliente non doveva ripetere le informazioni, come accade di solito. Il consulente umano vedeva tutta la conversazione AI + contesto + i talking points suggeriti.

Fase 4: Pilot e Training (Mese 9-12)

  • 3 mesi pilot con 5.000 clienti volontari (10% della base)
  • 2 settimane onboarding tutti operatori: cambio ruolo da “rispondere chiamate” a “gestire escalation complesse + supervisione AI”
  • Continuous feedback loop: ogni escalation analizzata per migliorare il modello

Fase 5: Production Rollout (Mese 12-18)

  • Gennaio 2024: rollout 50% client base – Aprile 2024: rollout 100%
  • Monitoring intensive primi 90 giorni post-rollout e aggiustamenti settimanali based on performance data

Risultati: Oltre le aspettative (2024-2025)

Metriche Cliente:

  • Tempo risposta: da 45 secondi a 0.3 secondi (query semplici), 0 attesa
  • Risoluzione first-contact: da 68% a 94% (meno “ti richiamo dopo verifica”)
  • Customer Satisfaction: da 72 a 89 (pari a best-in-class digital competitor)
  • NPS (Net Promoter Score): da +42 a +67 (aumento 25 punti, massive)
  • Client retention: 96.8% vs 94.1% anno precedente (+2.7 punti percentuali)

Metriche Operative:

  • Volume chiamate: -47% (clienti risolvono via chat/SMS, più veloce)
  • Operatori riassegnati: 420 su 600 (70%) → advisory team, relationship management, complex problem solving
  • Tempo medio advisory call: aumentato a 18 minuti (da 12) – conversazioni più profonde e strategiche
  • Cross-selling: +31% (più tempo advisory = più opportunity identificate)

Metriche Business:

  • Revenue per cliente: +18% ($47K → $55.5K annual average)
  • Cost-to-serve: -34% (meno FTE per query routine)
  • ROI investimento: 11 mesi payback su $15M capex
  • Saving annuale: $47M operativo (ma reinvestito in senior advisory talent)

Ma i numeri non raccontano tutta la storia.

Il Feedback Inaspettato:

“Pensavamo i clienti più senior resistessero al bot,” racconta Marcus. “Invece sono stati i più entusiasti. Un wealth client, CEO 67enne, ci ha scritto: ‘Alle 2 di domenica volevo controllare il portfolio dopo le news dalla Cina. Ho chattato con il vostro AI, mi ha dato l’analisi in un istante. Meglio che aspettare lunedì e chiamare, no?”

I millennial high-earner (tech founders, executive) sono stati user più heavy: 82% preferisce la chat AI per le query di routine, chiama l’umano solo per advisory strategico.

La Trasformazione Culturale:

Il cambiamento più grande non fu tecnologico, ma culturale. Gli operatori inizialmente temevano sostituzione. La comunicazione interna fu critica: “Non state perdendo il lavoro. State guadagnando un upgrade,” disse Marcus. “Invece di rispondere a“Qual è il mio saldo?” 200 volte al giorno, gestirete conversazioni complesse: estate planning, tax optimization, multi-generational wealth transfer. Il lavoro intellettualmente stimolante.”

180 operatori effettuarono un upskilling in “Wealth Relationship Manager” con un training di 6 settimane (financial planning, tax basics, behavioral finance). Altri 150 passarono a “AI Supervisor” – monitoring quality, handling edge cases, continuous improvement.

Turnover volontario nel team: sceso da 23% a 9% anno-su-anno: “Questo lavoro è diventato molto più interessante.”

L’Insight chiave: non hanno tagliato teste, hanno elevato il talento

Marcus riflette: “Se avessimo fatto solo cost-cutting, avremmo licenziato 420 persone e risparmiato $47M. Invece li abbiamo riqualificati come advisor. Costa praticamente uguale, ma il revenue per cliente è cresciuto di $8.5K. Quella è la magia: liberi il talento umano da task ripetitivi e lo metti su lavoro ad alto valore.”

Il board, inizialmente scettico sull’investimento, ora vuole replicare il modello in altri segmenti (corporate banking, investment management).

“L’AI agent non è sostituto dell’umano”, conclude Marcus. “È un amplificatore. Gestisce il volume prevedibile in modo superman-efficient, così l’umano può fare ciò che solo l’umano sa fare: costruire relazioni, capire il contesto emotivo, dare consigli che cambiano vite.”

Goldman ha dimostrato che la tesi “AI elimina lavori” è falsa. La tesi corretta: “AI elimina task noiosi, eleva umani a lavori più significativi”

Guida all’implementazione: come iniziare da lunedì mattina

Settimana 1: Assessment

Lunedì: Meeting kick-off con team operations (2 ore), Spiegare AI Readiness Framework, Assegnare homework: ognuno porta 5 processi del suo reparto

Mercoledì: Workshop mapping (3 ore), Compilare lista 30-50 processi, Scoring volume/complessità collaborativo

Venerdì: Plot processi su matrice, Identificare top 5 candidati “Automate Now”, Scegliere 1 processo per pilot (lowest risk, highest quick win potential)

Settimana 2-3: Process Redesign

  • Mapping “as-is” del processo pilota (dettaglio step-by-step) e identificazione dei decision points: dove interviente il giudizio dell’umano?
  • Redesign del “to-be” con AI agent e definizione livello di autonomia e regole di escalation
  • Simulazione con esempi: come l’AI gestirebbe i casi X, Y, Z?

Settimana 4-8: Vendor Selection & POC

  • RFP a 3 vendor AI solutions per il processo, poi POC con vendor finalista (50-100 transazioni di test) con misura di accuracy, latency, gestione dei casi limite.
  • Decisione: procedere verso la produzione o iterate

Mese 3-6: Production & Scale

  • Deploy in produzione con monitoring tight, controlli giornalieri della prima settimana per intercettare i problemi sul nascere.
  • Revisione settimanale per il primo mese. Dopo 3 mesi e l’arrivo della stabilità, si può ridurre il controllo e farne soltanto uno mensile. Poi, iniziare con il pilot del processo #2

Errori comuni da evitare

Errore 1: “Boil the Ocean” Tentare di automatizzare 20 processi contemporaneamente. Fix: 1 processo per volta. Master, then scale.
Errore 2: “Technology First”. Scegliere tecnologia prima di capire il processo. Fix: Process redesign PRIMA, technology selection DOPO.
Errore 3: “Set and Forget” Deploy AI e mai più toccare. Fix: Continuous monitoring. AI drift is real. Il Modello va ristrainato con nuovi dati ogni 3-6 mesi.
Errore 4: “No Governance” Lasciare l’AI a decidere tutto senza guardrails. Fix: Definisco i confino dell’autonomia PRIMA del deploy. Crea regole chiare per un’escalation sicura
Errore 5: “Ignore Change Management” Deploy AI e expect team lo usi subito. Fix: Training, coaching, explain “why”. Coinvolgi il team nel redesign. Ownership = adoption.


AI Prompt: usa Claude o ChatGPT per analizzare i tuoi processi

Puoi accelerare la fase di assessment grazie all’AI. Ecco un prompt che puoi usare oggi stesso:

Analizza questi 10 processi aziendali e suggerisci quali sono 
candidati per AI agents:

[LISTA PROCESSI - per ogni processo indica:]
- Nome processo
- Descrizione breve (3-4 righe cosa fa)
- Frequenza esecuzione (X volte al giorno/settimana)
- Attuale owner (ruolo)
- Input richiesti
- Output prodotto
- Tempo medio esecuzione

Per ogni processo, valuta:
1. VOLUME/RIPETITIVITÀ (score 1-10): quanto è ripetuto e standardizzato?
2. COMPLESSITÀ DECISIONALE (score 1-10): quante variabili considera? 
   Quanto giudizio umano serve?
3. READINESS DATI (score 1-10): dati sono strutturati e accessibili?
4. IMPATTO ERRORE (basso/medio/alto/critico): cosa succede se 
   l'AI sbaglia?

Poi:
- Classifica ogni processo in un quadrante: Automate Now, Agent-Ready, 
  Human-AI Hybrid, Keep Human
- Ordina per priority implementazione (considera ROI potenziale, 
  feasibility, effort)
- Per top 3 processi, suggerisci:
  - Livello autonomia consigliato (full/supervised/assisted)
  - Governance guardrails necessari
  - Effort stimato implementazione (person-months)
  - Expected ROI (% riduzione costi o tempi)
  - Rischi principali e come mitigarli

Output in formato tabella per facile comparazione.

Come usare questo prompt:

  1. Compila la lista dei tuoi 10 processi (bastano 30 minuti)
  2. Copia e incolla il prompt in Claude o ChatGPT.
  3. Analizza output: avrai scoring obiettivo e priority ranking
  4. Valida con il team: l’AI ha senso o manca contesto?
  5. USA output come base per workshop decisionale

Esempio output atteso:

Il tool ti darà una tabella tipo:

Questo accelera l’assessment da 2 settimane a 2 giorni.

Nota: L’AI ti dà primo livello di analisi, la validazione umana è essenziale perché tu conosci il contesto d’uso che invece l’AI non ha. Usa l’output come punto di partenza, non come verità assoluta.

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